Progetti ACC – Non uno in meno

Progetti


PROGETTI ATTIVI NEL 2018-2019

NON UNO IN MENO


Non Uno di Meno

Questo progetto, ormai consolidato, nasce in via sperimentale nel lontano 2003, quando i servizi sociali del comune di Ospitaletto si rivolgono alle volontarie della conferenza di Ospitaletto per cercare insieme una soluzione efficace alle tante forme di fragilità che molti dei nostri minori stavano vivendo, a livello sociale, culturale o relazionale, per i più svariati motivi.

Messo al corrente dei bisogni rilevati, quindi, un piccolo gruppo di donne di buona volontà si mette a disposizione, gratuitamente, per dare un contributo attivo alla promozione di un concreto inserimento sociale dei ragazzi in età compresa tra i 6 e i 14 anni, “agganciandoli” semplicemente attraverso l’aiuto nei compiti scolastici.

L’idea ha funzionato, soprattutto perché attraverso questa semplice attività che risponde a un bisogno concreto dei bambini, cioè l’esecuzione dei compiti, si è riusciti a creare una vera e propria rete di collaborazione tra molteplici enti che insieme hanno dato vita a un progetto, NON UNO DI MENO, che negli anni si è sempre più ampliato e strutturato, attraverso il quale attualmente riusciamo a dare un sostegno continuativo a circa un centinaio di bambini e ragazzi, grazie al contributo di una quarantina di volontari di svariate età e con diverse attitudini e mansioni. Spesso il servizio accoglie, come tutor, anche ragazzi che devono svolgere esperienze di stage, alternanza scuola-lavoro o tirocini universitari.

Il tutto è progettato e coordinato da una professionista in campo pedagogico; periodicamente ci si avvale anche della consulenza di una professionista in ambito psicologico.

Come accennato prima, lo sviluppo e la prosecuzione del progetto si deve alla stretta collaborazione, in rete, tra i vari enti coinvolti: Società San Vincenzo De Paoli, che è capofila del progetto, Comune di Ospitaletto, Istituto Comprensivo di Ospitaletto, Oratorio San Giovanni Bosco e Caritas Parrocchiale di Ospitaletto. Ogni ente mette a disposizione del progetto specifiche risorse e competenze. La possibilità di lavorare in rete rappresenta la grande forza del progetto proprio perché grazie al contributo che ogni ente può dare rispetto alla storia di ogni ragazzo, per ognuno di loro, in accordo con il ragazzo stesso, la famiglia e gli insegnanti, possiamo studiare un progetto individualizzato che sia il più possibile aderente alle sue esigenze, alle sue competenze e alla sua storia personale, familiare, scolastica, relazionale.

Questo è possibile proprio perché “si mette sul tavolo” tutto ciò che sappiamo di quel bambino, grazie al contributo di insegnanti, catechisti, assistenti sociali, operatori di Caritas e di San Vincenzo, famiglie, volontari del progetto… ma senza mai giudicarlo o “etichettandolo” in base a eventuali criticità o problematiche emerse, con l’obiettivo, anzi, di fare il meglio per ognuno di loro, lavorando su specifiche risorse e qualità individuali.

L’iscrizione dei ragazzi al progetto è gratuita e avviene con il consenso del ragazzo stesso e della famiglia, solo dopo l’iniziale proposta di uno dei vari enti in rete in seguito al riscontro di difficoltà di vario tipo.

L’obiettivo è essenzialmente quello di promuovere, attraverso il raggiungimento di una proficua e serena frequenza scolastica, la crescita dell’identità personale di ogni bambino iscritto, della sua autonomia e della sua capacità di socializzazione con i pari e con l’adulto, senza dimenticarsi di coinvolgere e sostenere anche la famiglia in questo percorso di maturazione e di prevenzione del disagio.

Da alcuni anni, infatti, il progetto pone ancora più attenzione alla relazione con la famiglia dei singoli utenti, con l’attivazione del progetto parallelo NON UNO DI MENO IN FAMIGLIA: l’obiettivo di questo ampliamento è sostenere a livello affettivo ed educativo tutte le famiglie dei bambini iscritti, in particolare quelle delle prime classi dei due ordini di scuola e quelle da poco insediate nel territorio, che vivono in situazioni di povertà e/o di emarginazione, fornendo loro gli strumenti per una corretta interazione con l’istituzione scolastica, promuovendo la conoscenza delle risorse sul territorio, creando reti di relazioni di fiducia, diffondendo buone prassi di gestione dei propri figli, per arrivare all'autonomia e senso di appartenenza con la comunità di Ospitaletto.

Questo avviene attraverso l’attivazione di un gruppo di lavoro composto dalle mamme dei bambini iscritti, coordinate da un’insegnante del nostro Istituto Comprensivo, volontaria del progetto (supportata da quattro mamme che fungono da “mediatori linguistici”) alle quali viene spiegato come essere un valido supporto educativo per i propri figli, sia nello svolgimento dei compiti e nell'interesse verso la vita scolastica dei bambini, sia per quanto riguarda la semplice gestione quotidiana della famiglia, dando loro dei suggerimenti anche a livello molto pratico relativi alla propria routine educativa famigliare.

Per realizzare al meglio questi obiettivi è ovviamente garantita la presenza costante di professionisti specializzati, i quali, con ruoli distinti, si occupano dell’organizzazione generale del progetto, del supporto pedagogico di ragazzi e famiglie, della comunicazione con i docenti (per stringere un patto educativo e condividere le medesime scelte relativamente al percorso di ogni ragazzo), della formazione dei volontari sui temi della relazione di aiuto, dell’immigrazione, dell'intercultura e della prevenzione della dispersione scolastica.

Il progetto ha sede presso l’Oratorio di Ospitaletto ed è attivo dal lunedì al venerdì in orario pomeridiano da settembre a giugno, secondo il calendario scolastico; la sfida, vinta, lanciata da alcuni anni, è stata prolungare il servizio anche nel periodo estivo invitando i bambini ed eventualmente anche le loro mamme a svolgere insieme a noi i compiti delle vacanze.

In generale, sono sicuramente essenziali i momenti dedicati al sostegno scolastico, attraverso i quali i bambini trovano il giusto contesto per imparare il rispetto delle regole, la condivisione nel gruppo, la collaborazione tra pari, le modalità di relazione con l’adulto e i coetanei; ma, a nostro avviso, sono da ritenersi fondamentali anche i momenti dedicati a percorsi culturali, ludici e sportivi, svolti anche in collaborazione con altre associazioni presenti nel nostro Comune, che possono coinvolgere anche chi non è direttamente inserito nel progetto e che sono ulteriore occasione di crescita personale e inserimento sociale. Viene dato spazio quindi, periodicamente, anche a feste multietniche, gite, pomeriggi in piscina, laboratori a tema, cineforum…

È difficile racchiudere in queste poche righe la ricchezza di questa esperienza, con tutti i traguardi raggiunti, le difficoltà affrontate, i sorrisi, le lacrime, le arrabbiature, le soddisfazioni e le storie dei bambini che in questi anni abbiamo incrociato. Vi garantiamo, però, che per noi è motivo di orgoglio sapere di aver potuto accompagnare per un pezzetto della loro strada questi ragazzi, perché loro sono il nostro futuro e dobbiamo costruirlo insieme con pazienza e dedizione; come diceva don Bosco, infatti, “chi sa di essere amato, ama, e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani” e anche “é provato dall’esperienza che la gratitudine dei fanciulli é per lo più presagio di un felice avvenire”.

Approfittiamo infine di questo spazio per ringraziare tutti coloro che a vario titolo permettono a questi ragazzi di fare una serena esperienza di condivisione e accoglienza, sperimentando che avere fiducia nel prossimo è possibile.

La coordinatrice, Daniela Zanardini