Sei qui: Una giornata di festa

Una giornata di festa

Fausta Cappellini, volontaria alla San Vincenzo dal 2002 e coordinatrice dell’associazione “Vento e vela”, guida un gruppo di dieci donne della parrocchia di Roè Volciano che, ogni due settimane, si presentano alle porte del dormitorio maschile di Brescia per rallegrare le serate degli ospiti con dolci fatti in casa, canti e giochi di società. Le mamme del paese si preoccupano di rifornirle di torte e pasticcini. Nel programma degli intrattenimenti, la vivace e chiassosa tombolata è il momento più atteso, uno svago semplice ma prezioso che riesce a far nascere un legame affettivo tra persone diverse per esperienze vissute e situazioni personali. Dopo aver pulito e riordinato, due volontarie si fermano di turno per la notte e al mattino preparano le colazioni.

Domenica 9 giugno, come d’abitudine da ormai dieci anni, la comunità di Roè ha invitato ospiti con parenti e persone care, operatori e volontari a trascorrere una giornata di festa e di amicizia. L’accoglienza è stata estesa anche alle donne di “Casa Ozanam”. Assistite da Don Gianpietro Forbice, parroco del paese valsabbino dal giugno 2011 (dopo tredici anni alla guida della comunità di San Rocco di Padergnone), le volontarie hanno messo a disposizione un pullman, le sale dell’oratorio, il dinamismo dei parrocchiani e la propria abilità culinaria per far sentire accolti a casa e in famiglia chi un proprio tetto sopra la testa non lo ha. Durante la mattinata è stata celebrata la santa messa nella chiesa di San Pietro in Vincoli, dopodiché, nel vicino oratorio, una tavolata imbandita e uno spiedo preparato ad arte hanno segnato il passaggio dalle cose sacre a quelle ben più profane: indovinelli, balli, karaoke, premi e una ricca merenda prima del rientro a Brescia in serata.

Come hanno sottolineato Caterina da Porto Seccamani, presidente dell’Associazione Dormitorio, e Paolo Tengattini, direttore della struttura, l’appuntamento di Roè, al quale partecipano volentieri anche numerosi ex ospiti ora inseriti in alloggi protetti, rappresenta l’unico momento annuale di convivialità di gruppo all’aria aperta, lontano dalle mura di un luogo che, seppur accogliente e indispensabile, spesso cela una quotidianità complessa e dolorosa. Gli ospiti condividono un’esperienza positiva, riscoprono i legami con i compagni di vita, stringono nuove amicizie e si sentono meno soli nel percepire attorno a sé una fitta rete di solidarietà. La speranza è che in futuro queste occasioni di “evasione” possano moltiplicarsi e l’ideale prospettiva di una vacanza al mare o in montagna possa diventare realtà.

 

Lascia il tuo commento

Il tuo nome(richiesto)
E-Mail(richiesto)
Sito internet
Codice ottico(richiesto)

Messaggio(richiesto)

Ultimi articoli