Sei qui: NON DI SOLO EXPO VIVE L'UOMO

NON DI SOLO EXPO VIVE L'UOMO

Come umili contadini invitati al gran ballo di corte, sorpresi dai fastosi arredamenti del palazzo reale e lievemente titubanti davanti a tanto sfarzo spettacolare perché avvezzi alla semplicità della propria tavola, i ragazzi della Conferenza Giovani "Paolo VI" del Consiglio Centrale di Brescia hanno varcato le soglie del proteiforme e maestoso macrocosmo di Expo.

A guidare sei di loro fin dentro il cuore pulsante della cittadella planetaria, tra padiglioni ipertecnologici e una babele di linguaggi e culture, non è stato un semplice moto di curiosità. Lungi dall'aver rappresentato una banale occasione di svago, l'esperienza milanese si è inserita a conclusione di una "storica" settimana di vetrina vincenziana all'interno dello spazio espositivo riservato al Terzo Settore.

Domenica 7 giugno il gruppo under 35 bresciano ha fatto rotta su Cascina Triulza, quartier generale, un poco defilato rispetto all'affollato passeggio del Decumano, del settore no profit e volontaristico italiano. Nell'unico spazio preesistente al nuovissimo sito espositivo, tipica corte rurale lombarda con al centro l'aia socializzante, la San Vincenzo lombarda stava per affrontare l'ultima delle sette giornate di partecipazione ad Expo, debutto assoluto per l'associazione internazionale e per un Consiglio Regionale nel contesto sfavillante di un evento di risonanza mondiale. Rielaborando lo slogan cardine di Expo, focalizzato sull'alimentazione e sulle prospettive di nutrimento delle generazioni future, la San Vincenzo ha ampliato simboli, significati e prospettive, cercando una risposta, di verità e carità, che sappia sfamare l'umanità non solo attraverso il cibo ma anche con l'equo dono di dignità e giustizia.

Dopo l'alternarsi di volontari e simpatizzanti dei Consigli di Busto Arsizio, Legnano, Milano, Monza, Bergamo, Piacenza, Vigevano e Lecco, i giovani bresciani hanno trascorso l'ultimo giorno di presenza cercando di invogliare la marea di visitatori ad abbandonare per qualche minuto il corso principale, sorta di Champs-Elysées dei sensi, per addentrarsi in una realtà forse meno spettacolare e tintinnante, decisamente "slow" rispetto al frenetico via vai esterno, ma le cui fondamenta di valori testimoniano maggiore solidità e promettono di perdurare ben oltre i sei mesi della manifestazione. Armati di buon fiato, di palloncini colorati e di dettagliatissimo materiale informativo, i giovani vincenziani di Brescia hanno regalato un momento di gioia ai più piccoli e cercato di avvicinare adulti e genitori alla rete di carità sognata da Federico Ozanam, alle attività svolte sul territorio - specialmente visite a domicilio, distribuzione alimentare e doposcuola - dalle 34 Conferenze sparse per la provincia di Brescia, ai servizi di ospitalità e accoglienza di poveri ed emarginati offerti dal Dormitorio Maschile di Contrada Sant'Urbano e dalla struttura femminile Casa.

Molti vincenziani in incognito, in visita ad Expo con famiglia o amici, sono rimasti piacevolmente colpiti alla vista delle tradizionali pettorine con il simbolo delle cinque dita variopinte e hanno colto l'occasione per scambiare con i volontari opinioni e sensazioni in merito all'evento. È il caso, ad esempio, di una vincenziana di Terni o di un tecnico dell'organizzazione il cui suocero è stato membro attivo nella Conferenza di Treviglio. Nel frattempo, al primo piano della Cascina, la presidente nazionale della San Vincenzo Claudia Nodari Gorno e la presidente della Federazione Regionale Lombarda Angela Toia, piacevolmente coinvolte dall'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla postazione attrezzata con tavolo touchscreen e schermi multimediali illustravano storia, obiettivi e attività svolte nel mondo.

Al di là delle reali presenze conteggiate e dei contatti stabiliti, l'avventura in una terra piuttosto straniera, in cui spesso i buoni propositi e i nobili obiettivi vengono offuscati da effimere e temporanee meraviglie, la San Vincenzo lombarda ha il merito di aver provato a diffondere un messaggio controcorrente, che invita a immaginare l'intero pianeta come uno sconfinato campo di grano e l'umanità al pari di frumento potenzialmente rigoglioso: spetta a ognuno di noi prodigarsi affinché la spiga che ci sta accanto cresca luminosa e dia i suoi frutti.

Lascia il tuo commento

Il tuo nome(richiesto)
E-Mail(richiesto)
Sito internet
Codice ottico(richiesto)

Messaggio(richiesto)

Ultimi articoli