Sei qui: LA CONFERENZA DELLA PAVONIANA: OTTANT'ANNI DI VITA PER IL QUARTIERE

LA CONFERENZA DELLA PAVONIANA: OTTANT'ANNI DI VITA PER IL QUARTIERE

Fino agli inizi del Novecento niente esisteva dell'odierno quartiere della Pavoniana: solo campi coltivati dai contadini che abitavano nelle cascine sparpagliate e sentieri sterrati che conducevano verso il Mella. Nella piccola cappella votiva di Sant'Eustacchio, che dava il suo nome alla borgata, la ristretta comunità di fedeli si riuniva per perpetuare un culto risalente al Cinquecento. La trasformazione dell'intera area inizia con la costruzione di una scuola elementare, di alcuni stabilimenti industriali e delle prime case popolari.

La chiesa dedicata al Beato Ludovico Pavoni viene innalzata tra il 1928 e il 1929, diventando ufficialmente parrocchia solo nel 1940. Cinque anni prima, quando la zona antistante al sagrato era ancora occupata da prati incolti ed erbacce e il vicino centro storico sembrava lontano migliaia di chilometri, il messaggio di carità di San Vincenzo De Paoli e di Federico Ozanam mette radici nel tessuto sociale. Fondata nel 1935 grazie all'impegno della signora Ardesi, prima presidente ed entusiasta animatrice di un gruppo affiatato di consorelle, la Conferenza Santa Maria Immacolata inizia a collaborare con i Padri Pavoniani nell'ascolto delle esigenze dei parrocchiani più disagiati: nei primi tempi, i solidi rapporti di vicinato aiutano ad "intercettare" situazioni drammatiche, sanate attraverso collette solidali e disponibilità all'ascolto. Negli anni del boom economico sono tante le famiglie, operaie e disoccupate, che bussano alla porta della Conferenza in cerca di una speranza.

Guidate dalla ventennale presidenza dell'infaticabile Rina Costa, le vincenziane si autofinanziano per riuscire a dare risposte concrete e non solo di natura strettamente monetaria: anziché consegnare soldi, le volontarie prendono accordi con ditte locali per offrire anche ai bambini più indigenti i tanto attesi doni di Santa Lucia e di Natale; istituiscono inoltre dei buoni spesa, saldati poi personalmente, per consentire acquisti nelle botteghe del quartiere.

La conformazione sociale muta rapidamente, i rapporti sociali si raffreddano e diventa sempre più complesso riuscire a entrare in relazione con quanti, chiusi in un imbarazzato silenzio, vorrebbero un aiuto per uscire dal tunnel della miseria. La presidenza di Angela Rizzini, maestra elementare alla Corridoni, riesce negli anni Duemila a mettere nuovamente in contatto gli ambienti della formazione e della famiglia con i recettori parrocchiali. La Conferenza provvede al pagamento di rette scolastiche, libri di studio, materiale didattico e abbonamenti del trasporto pubblico, organizzando anche corsi di doposcuola per il sostegno agli alunni con lacune o in difficoltà. Il 70enne Guido Corini è l'attuale presidente, primus inter pares rispetto agli altri sei membri operativi. Alla guida da sette anni e vincenziano da oltre dieci, della sua Conferenza ama sottolineare il profondo radicamento nella realtà territoriale e la "perfetta simbiosi con le dinamiche parrocchiali " e con le attività promosse da padre Walter Mattevi.

La recente raccolta alimentare allestita sul sagrato della chiesa (l'altra si svolge in primavera) si è conclusa nei giorni scorsi con quasi 1500 kg di alimenti a lunga scadenza donati. Le confezioni di biscotti e cibo per l'infanzia, pasta, olio e prodotti in scatola verranno donate alle oltre 40 famiglie attualmente seguite, contribuendo al sostentamento di almeno 140 persone. La generosità dei parrocchiani non si è fatta desiderare: "In una busta anonima abbiamo trovato duecento euro in contanti. Significa che le persone credono nei progetti che portiamo avanti", precisa Corini. Ogni lunedì mattina, dalle 10 a mezzogiorno, il centro d'ascolto ospitato nei locali dell'oratorio raccoglie i bisogni di italiani e stranieri, entrambi colpiti dalla perdita del posto di lavoro o dal dramma della disoccupazione. "È il problema centrale, che non permette mai emancipazione. Raramente abbiamo visto una famiglia uscire dalla povertà. Pur non essendo ovviamente un'agenzia di collocamento, cerchiamo comunque di mettere in contatto la domanda con delle possibili offerte". Elemento cardine dell'operato rimane la visita all'abitazione delle persone seguite, anche se Corini si rammarica di non riuscire a dare piena realizzazione a questa prerogativa. "Solo l'andare a trovare chi ha bisogno nel posto dove abita permette la costruzione di un legame di empatia e di fiducia.

Purtroppo però abitudini differenti e una certa diffidenza ostacolano lo sviluppo di queste relazioni". Così intimamente legato alla vita e all'opera di Ludovico Pavoni, il lungo percorso della Conferenza non sembra però arrestarsi davanti alle sfide del presente. Una su tutte la capacità di attrarre e coinvolgere i giovani: li cerchiamo soprattutto in parrocchia, dove ci sono già tanti gruppi di azione, e non perdiamo occasione per farci conoscere. "Capisco che i ragazzi abbiano poco tempo rispetto ai pensionati, ma un'ora o due di aiuto alla settimana sarebbe più che sufficiente", sogna il presidente. Alla Pavoniana però nessuno si arrende davanti alle statistiche anagrafiche. "Il messaggio di Ozanam che lanciamo ai giovani invita a impegnarsi in prima persona per il bene del prossimo e ricorda che senza la carità concreta la fede  è una qualità piuttosto vana".

Lascia il tuo commento

Il tuo nome(richiesto)
E-Mail(richiesto)
Sito internet
Codice ottico(richiesto)

Messaggio(richiesto)

Ultimi articoli